26 FEBBRAIO 2020

Come prevenire la sindrome femoro-rotulea nello sportivo attraverso l’utilizzo dello Squat.

Tra le problematiche legate al ginocchio e alla pratica sportiva la è una della più diffuse, tanto che si stima che quasi una persona su tre che lamenta dolore generico al ginocchio soffra di questa sindrome.

La condropatia femoro rotulea è una patologia a carico del ginocchio, che si manifesta con dolore nella zona antero mediale, ed è legata ad un malfunzionamento del movimento della rotula.

Gli sport che maggiormente possono favorire la comparsa del dolore davanti al ginocchio sono:

  • running,
  • calcio,
  • tennis,
  • danza,
  • body building.

Questi possono essere considerati sport a rischio, specie in caso di dolore già presente nell'atleta.

Ma vediamo quali sono i fattori di rischio per la condropatia femoro rotulea e come prevenirla attraverso il movimento svolto in modo corretto ed in particolare attraverso uno dei gesti motori fondamentali, lo squat.

I fattori di rischio per la condropatia femoro rotulea

Tra i fattori di rischio per imbattersi nella condropatia femoro rotulea troviamo:

  • lo sport, specie se praticato con sintomi già insorti;
  • la giovane età, tra i 15 e i 18 anni, in quanto la muscolatura può essere in fase di accrescimento e portare facilmente a squilibri muscolari;
  • un controllo insufficiente dell’equilibrio;
  • la debolezza muscolare, che in generale può portare all'insorgere del problema.

Un aspetto determinante per combattere questo problema è il potenziamento muscolare. 

Come combattere la condropatia femoro rotulea

Il potenziamento in catena cinetica aperta utilizzando la leg-extension è stato per molto tempo il metodo tradizionale di rinforzo del quadricipite.

Ma è ormai verificato che le esercitazioni in catena cinetica chiusa sono più vantaggiose, in quanto simulano maggiormente il ruolo preponderante dell’arto inferiore durante le attività di vita quotidiana.

In questo articolo verrà presentata una proposta operativa che include:

  • prevenzione;
  • lavoro posturale;
  • esercizio di rinforzo in catena cinetica chiusa.

Tutto ciò sfruttando le proposte operative da noi strutturate grazie all’uso di D-WALL, lo specchio digitale con feedback in tempo reale.

Prevenzione e lavoro posturale 

Come già citato, un fattore importante per prevenire l'insorgere di problemi di natura femoro rotulea è la prevenzione attraverso il controllo della qualità del movimento.

Un controllo insufficiente dell’equilibrio è considerato un fattore di rischio per gli infortuni in diversi sport, sia individuali sia di squadra.

L’equilibrio è una delle manifestazioni della postura che, se caratterizzato da un’elevata oscillazione, è collegato ad infortuni delle caviglie.

Aspetti legati ad un cattivo equilibrio possono essere:

  • un mal allineamento del piede, che conduce a movimenti compensatori che possono sfociare in infortunio;
  • un allineamento varo, che può far compensare l'individuo attraverso un’eccessiva pronazione della caviglia.

La posturologia moderna tende ad un approccio globale nei confronti del corpo umano, riconoscendo il piede sia causativo sia adattivo.

Dunque le cause di mal allineamento potrebbero essere dovute a altre compensazioni:

  • visive,
  • mastognatiche,
  • vestibolari,
  • cutanee,
  • ortopediche ecc.

Sappiamo inoltre che il costrutto posturale è molto complesso e non può trovare attenzione solo nel piede e nella sua corretta propriocezione.

Le azioni preventive

Anni fa l’educazione senso-motoria, ovvero propriocettiva, veniva concepita solamente a partire dall’articolazione della caviglia, pensando che il piede fosse il responsabile di tutti i problemi di equilibrio posturale.

Oggi, con le complesse connessioni tra apparati e postura e, soprattutto, con il concetto di fascia e catena miofasciale posturale, appare evidente che l’educazione posturale senso-motoria assume significati più ampi e sistemici.

Gli squilibri posturali possono insorgere in qualsiasi zona del corpo e avere effetto anche sul piede come tampone terminale di tutto il sistema posturale.

Dunque un errato allineamento tra piede e ginocchia può diventare fulcro di compensazioni superiori, essendo il terminale di tutto il meccanismo posturale.

Per tali motivi, i preparatori atletici di vari sport, insieme a fisioterapisti e osteopati, svolgono analisi posturali, statiche, dinamiche, e specifiche su gesti tecnici, come quello dello squat, di cui parleremo in questo articolo.

Queste analisi se svolte in modo costante e approfondito possono avere un’azione preventiva verso l’insorgenza degli infortuni.

Le conseguenze sulle catene miofasciali e sulla postura

La postura eretta è garantita da un incessante lavoro antigravitario che si oppone a tutte le modificazioni a cui viene sottoposto il corpo nella continua ricerca dell’omeostasi, ovvero la tendenza naturale di ciascuno di noi ad una certa stabilità.

I cambiamenti posturali, detti anche deformazioni, vengono compensati inizialmente in modo inconsapevole modificando l’equilibrio di tutto il sistema e creando, a distanza, altre alterazioni che rischiano di trasformarsi in altri disturbi o traumi acuti.

Secondo questo principio di protezione, anche i muscoli lontani dal punto di insorgenza del disequilibrio sono fortemente coinvolti nel processo di difesa.

A questo concetto si collega l’idea delle catene muscolari, cioè di un sistema miofasciale che dal piede si porta fino al capo e viceversa, e reagisce come un unico organo a tutte le deformazioni posturali legate alle compensazioni attuate dal soggetto in risposta agli adattamenti ambientali.

Le donne giovani hanno una maggiore incidenza della PFP (Patello Femoral Pain) e facilmente in queste giovani pazienti si riscontra uno schema posturale e cinematico abbastanza ben codificato:

 

  • arto inferiore in adduzione-intrarotazione d’anca;
  • valgo del ginocchio;
  • spesso pronazione del piede.

Questo schema dinamico-posturale è determinato da un’iperattivazione della catena spirale anteriore.

Anche i podisti, soprattutto in condizioni di stress e fatica, sembra tendano ad una maggiore adduzione-intrarotazione femorale ed una iper programmazione dei muscoli appartenenti a questo tipo di catena muscolo-connettivale a spirale.

Questa biomeccanica alterata sembra manifestarsi soprattutto dopo affaticamento dei muscoli estensori o abduttori- extrarotatori.

Il potenziamento muscolare per la condropatia femoro-rotulea

Come abbiamo accennato, le principali modalità di potenziamento muscolare si distinguono in esercizi a:

  • catena cinetica aperta,
  • catena cinetica chiusa.

Le esercitazioni in catena cinetica chiusa sono risultate più vantaggiose, in quanto simulano maggiormente il ruolo preponderante dell’arto inferiore durante le attività di vita quotidiana (come camminare, correre, salire/scendere scale, etc), dimostrandosi più funzionali e correlate a esercitazioni sport-specifiche.

Inoltre, nelle esercitazioni con catena cinetica chiusa, il feedback a livello di propriocezione risulta essere diverso, complice anche la forza compressiva del proprio peso corporeo sull’articolazione di ginocchia e caviglia, rappresentando anche in questo caso, una valida e più specifica alternativa per le esercitazioni sport specifiche.

 

D-Wall e proposta alternativa di squat per enfatizzare la contrazione del quadricipite

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